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Con Mia Sorella Lucia All’outlet

Con Mia Sorella Lucia All’outlet
Questa storia è successa qualche mese fa e nonostante io non avessi mai pensato a mia sorella in termini sessuali, da questo episodio che sto per raccontarvi ho cambiato idea. Io mi chiamo Marco, ho 25 anni e studio ingegneria a Milano. Mia sorella si chiama Lucia, ha i capelli neri, fisico minuto e poiché fa danza latino- americana ormai da qualche anno, ha un corpo ben modellato e molto sexy, con un culo rotondo, belle gambe muscolose ed una terza abbondante di seno; ha occhi e carnagione scura, data anche l’origine meridionale dei nostri genitori. Lei ha 22 anni e studia scienze della comunicazione, anche lei a Milano.
Era l’inizio dell’estate, mia sorella aveva appena finito l’ultimo esame dell’anno accademico e una sua amica, Francesca, l’aveva invitata a Zagabria dove lavorava presso una ONG per l’integrazione tra i popoli, a passare una settimana in quella città. All’andata era andata col treno. Al ritorno qualcuno doveva andare a prenderla vicino a Mestre, dove l’avrebbe mollata il treno. Mio padre e mia madre quel sabato però erano via ad un matrimonio di amici di famiglia per cui il fortunello su cui ricadde la scelta fui io! Devo premettere che mia sorella, oltre ad avere un bel fisico, ben modellato e sodo, lo sa anche valorizzare, essendo patita di shopping e vestendo sempre all’ultima moda.
Arrivato quel sabato afoso e caldo (la macchina segnava 30gradi!) mi misi in strada in direzione della stazione di Mestre. Dopo un po’ di ricerche tra la folla, vidi mia sorella appena smontata dal treno in lontananza. Quel giorno dato il caldo, aveva fatto il viaggio con un top di colore giallo, con sotto in bella vista il suo reggiseno blu ricamato; una minigonna a falde, con fantasia a quadretti grigi e bianchi e delle converse bianche. Era molto sexy e le sue gambe lisce e abbronzate erano in risalto sul grigio della sua gonna.
Salimmo in macchina e ci rimettemmo in direzione di Milano, da dove il giorno dopo saremmo ripartiti alla volta della Sicilia con i nostri genitori. Così Lucia iniziò a raccontarmi della sua settimana in Zagabria, dicendo che la città non era granché ma che grazie alle conoscenze della sua amica, avevano sempre frequentato i posti giusti ed erano andate anche a ballare in disco un paio di volte. Mentre guidavo, di tanto in tanto, mia sorella mi faceva vedere le foto s**ttate in discoteca dove appariva accanto ad alti ragazzi biondi, tutti sudati che la guardavano con una voglia matta di spogliarla in pista! Ero sicuro infatti che sia per la sua bravura a ballare che per le sue mise sexy, avrà fatto girare la testa a più di qualcuno in quella settimana. Ad un certo punto, dopo una ventina di km di strada le venne in mente che una sua amica le aveva detto che vicino Brescia c’era un outlet; avevo già capito che sarebbe stata la mia fine e che avremmo passato in quel posto almeno un paio d’ore. Così per non sentirla lagnare tutto il tempo, la accontentai e ci fermammo in questo luogo della perdizione moderno, nel quale però avvenne qualcosa di sbalorditivo che mi fece cambiare idea su mia sorella Lucia. Era sabato, per cui il locale era molto affollato. Come pensavo, si rivelò un tormento almeno per la prima oretta, quando mia sorella mi fece entrare in tutti i negozi che incontrava. In ognuno di essi si provava almeno un paio di capi per poi non compare niente. All’ennesimo negozio sulla nostra strada, incontrammo una nota catena di intimo, naturalmente mia sorella non perse l’occasione e ci si infilò dentro! Questa volta non ce la feci proprio a seguirla, così le dissi che nel frattempo sarei andato a mangiarmi un gelato. Non concepivo proprio il passare tutto questo in un centro commerciale, le stavo proprio facendo un grosso regalo. Passati una decina di minuti però, mentre io ero in fila per il mio agognato gelato, sentì il telefono squillare; era mia sorella Lucia. Voleva che la raggiungessi nel negozio, doveva farmi vedere una cosa. Appena entrato nel negozio, mi fece vedere euforica tutti gli articoli che aveva intenzione di comprarsi e che a suo dire, visto che erano col 70% di sconto, erano un super affare. Erano una serie infinita di mutandine di tutti i tipi e colori.
Io le dissi subito “dai Lucia, è già un’ora che stiamo qui! Se ti piacciono prendile, che ne capisco io? Non ho mai visto delle mutandine femminili!! Per me sono tutte uguali. Dai prendi quello che vuoi che poi sia va”. Io infatti, a differenza di lei che aveva già avuto un po’ di esperienze, ero ancora vergine. Lei era troppo euforica, mi prese una mano e mi trascinò nel camerino con lei. Entrati nel camerino mi disse “dai Marco, tienimi queste che intanto mi provo un po’ di mutandine e mi dici come sto”. Io le risposi “ma dai Lucia, son tuo fratello. Non mi importa, chiedi al tuo ragazzo come stai con le mutandine!”. Lei mi rispose “dai stupido, lo sai benissimo che non c’è nessun ragazzo! Quindi devi dirmi tu come sto..”. così mentre diceva queste parole si sfilò un paio di mutandine bianche con la gonna abbassata, senza che io vedessi niente. Quindi prese una delle mutandine che avevo io tra le mie mani e se le mise, anche questa volta il suo gesto fu molto rapido e non vidi nulla. La gonna era morbida e copriva bene. Una volta indossate le nuove mutandine però, si girò dandomi le spalle verso lo specchio all’interno dell’ampio camerino. Si alzò la gonna sul davanti e iniziò ad ammirarsi allo specchio. Io ero ora alle sue spalle e la vedevo riflessa tramite lo specchio. Erano un paio di mutandine gialle, modello culotte con dei ricami sul davanti che avrebbero fatto intravedere i peli, se mia sorella li avesse avuti, ma siccome non vidi nulla di nero, penso proprio che la sua fica fosse completamente rasata. Ebbi subito una forte erezione! Anche se sapevo che mia sorella aveva un fisico spettacolare, non l’avevo mai vista in una mise più sexy, se non quella di un bikini. Io nonostante la forte erezione, diventai tutto rosso come un peperone e abbassai lo sguardo. Lucia, facendo finta di non accorgersi del mio imbarazzo, mi chiese “allora come sto? Ah poverino però hai ragione come fai ad esprimere un giudizio se non vedi anche il di dietro ?” così alzo la gonna anche dietro facendo vedere il suo culo perfetto, abbronzato per una parte e più bianco su una parte lasciata scoperta dalla culotte. Tenendo la gonna alzata ormai con entrambe le manie, dato che io ero rimasto a bocca aperta, mi ripetè “allora? Sei muto?” . Io ero a bocca aperta con il mio cazzo duro che pulsava dentro le mutande, per fortuna strette e che non lasciavano vedere niente. Farfugliai poche parole in tutta fretta del tipo “si si van bene” e riabbassai lo sguardo. Mia sorella soffocando un risolino per il mio imbarazzo mi disse “ok va bene, queste le prendo allora. Proviamo un altro paio”. Così dicendo, lascio ricadere la gonna e mi strappò un altro paio di mano. Questa volta prese un tanga nero, con un filo nella parte di dietro e una farfallina di metallo che legava le cordicelle sulla parte alta del sedere. Lo rimise velocemente con la gonna abbassata, come aveva fatto con il primo paio e si alzò nuovamente la gonna; cosi facendo disse “ uhm non è male questo, penso che prenderò anche queste. Anche se la farfallina di metallo non so se la posso mettere in lavatrice! Mah proverò a chiedere come si fa alla mamma.” Quindi facendo varie piroette su se stessa, si mostro con quel perizoma da sogno in tutto il suo splendore. Nel frattempo mi chiedeva “allora Marco, queste ti piacciono? Che ne pensi?” Io un culo così non l’avevo mai visto. Era bello, pieno e muscoloso; metà abbronzato e metà bianco. Il filo del perizoma che si indirizzava verso la sua vagina, si perdeva ad un certo punto in mezzo alle sue chiappe sode. In quel momento avrei voluto inginocchiarmi davanti a lei, farla metter a novanta, girata di spalle e dopo averle scostato il filo che aveva tra le gambe, leccarle e sbavarle avidamente la sua fica rasata che mi immaginavo gonfia, rosa e piena del suo succo colante. Perso così tra i miei sogni con il cazzo ormai così duro che sentivo di essersi bagnato nelle mutande, iniziai nuovamente a farfugliare qualcosa di incomprensibile. Mia sorella così lasciando la presa sulle sua gonna, mi disse che mi vedeva un po’strano e che forse era il caso di andare e che le avrebbe prese tutte. Così facendo uscimmo dal negozio, io ero quasi in stato confusionale e le dissi che prima di rimetterci in auto sarei passato un attimo dal bagno a sciacquarmi la faccia. Passai così dal bagno dell’outlet e mi diressi in bagno dove mi feci un gran segone, inondando di sborra il coperchio del water davanti a me. Mi chiusi in fretta la lampo e raggiunsi mia sorella, con la quale ci rimisimo in macchina per Milano.

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